C'È SPAZIO PER IL PERDONO NEL PROCESSO PENALE?

Nell'ambito dell'attuale dibattito sull'ordinamento giuridico, alla vigilia di una celebrazione di perdono (La Perdonanza) nella città di L'Aquila, la Fondazione Studi Celestiniani per la Pace il giorno 26 agosto 2006 ha organizzato una tavola rotonda con le Autorità competenti chiamate a raccolta nell'Eremo Francescano "S. Angelo" in Ocre, per una riflessione di senso circa il rapporto tra la virtù cardinale della giustizia e la virtù teologale della carità. L'istanza di clemenza, di perdono, di amnistia, di indulto e grazia, (concetti che lo stato eredita dalla coscienza cristiana) sembra oggi acquistare motivo di dibattito pubblico.
Il perdono non può mandare in corto l'assetto giuridico. Ma ritengo che in un sistema ordinato di pensiero esso ne costituisca il naturale compimento.
Considerando l'enorme difficoltà di rimettere in dialogo cultura laica e cultura religiosa, filosofia e teologia, credenti e non credenti, legge e grazia, l'interrogativo in tema non può essere dato in pasto al fanatismo fodamentalista religioso che nega la laicità e tanto meno al fanatismo fondamentalista laico che nega la religiosità.
Sulla base di tali premesse, ho introdotto i lavori della tavola rotonda ringraziando tutti i presenti che hanno accolto l'invito, e anche coloro che hanno pensato di declinarlo, messi forse nell'imbarazzo di affrontare un simile tema che vorrebbe accostare il Perdono al Processo Penale. Specie da parte di chi, ponendosi a livello ufficiale delle istituzioni, ha avvertito in questo tema l'impatto sovversivo dell'utopia.
Quelli che mi conoscono sanno quanto ho lavorato per restituire all'Aquila in chiave moderna la giornata della Perdonanza, l'editto del perdono a firma di quel gigante della coscienza che fu Pietro da Morrone. Ma quando si parla di "coscienza" esplode la contraddizione fra una rappresentazione scenica in cui prevale il senso del folclore, ed il bisogno effettivo di una riconciliazione concreta.
Perciò mi sono detto - chiaro, chiaro - come era solito fare S. Bernardino da Siena: buttiamo questo sasso nello stagno. Ed ecco il "perché" di questo tema, che va oltre la fede. E parte dalla virtù della Giustizia. Non già da quella della Carità, e si chiede con umiltà se c'è "spazio. Se è possibile conciliare l'una con l'altra. Trovando il collegamento tra un "minimo" ed un " massimo". Fra la legge umana e la legge divina. Interrogativo posto con animo mite, pacatezza estrema, con spirito di scrupolosa discrezione, onde evitare assurdità e contraddizioni ricorrenti.
Non si tratta di " interferenza" del perdono nell'ambito del processo. Ma, piuttosto, di ispirazione della retta "coscienza" che interpreta e applica la legge alla fattispecie concreta. Perchè mi trovo spesso davanti allo stesso uomo: dapprima condannato da un tribunale umano e poi - lo stesso uomo - assolto davanti al tribunale dello Spirito.
Macchè. C'è di più, molto di più: prima condannato davanti a un Tribunale di prima istanza, e poi assolto in sede di appello. Contraddizioni, queste, fra istituzioni entrambe "umane". Che pure giudicano sulla base della stessa legge: uguale per tutti. E che conduce, invece, a giudizi così diversi. Addirittura opposti.
Come mai ciò è possibile? Come mai la discrezionalità interpretativa può lasciare "spazi" così enormi al giudicante? Sono questi spazi equiparabili a quelli che il tema di oggi invoca per lo spirito del "perdono"?
Mi risuona, a questo punto, l'ammonimento evangelico che "il sabato è fatto per l'uomo". Non già " l'uomo per il sabato". Né per la legge. È quanto non so ancora perfettamente esprimere. Ma che, certo, non posso neppure tacere.
Invitati al Congresso:
Ministro della Giustizia On. Clemente Mastella;
Presidente della Corte d'Appello di L'Aquila S.E. Dott. Mario Della Porta;
Procuratore Generale della Repubblica S.E. Dott. Bruno Amicarelli;
Presidente Tribunale per i Minorenni Dott. Giovanni Manera;
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni Dr.ssa Anna Passannanti;
Presidente del Tribunale di Sorveglianza Dott. Elpidio Simeoni;
Presidente del Tribunale AQ Dott. Carlo Tatozzi;
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale AQ Dott. Alfredo Rossini;
Direttore Casa Circondariale Dott. Tullio Scarsella;
Direttore Istituto Penale per i Minori Dott. Walter Marcone;
Presidente Ordine Avvocati AQ Dott. Paolo Vecchioli;
Prefetto di L'Aquila S.E. Dott. Giovanni Troiani;
Questore di L'Aquila Dott. Sergio Visone.
Esperti: Avv. Attilio Cecchini, Prof. Cosimo Quarta, Avv. Giovanni Frassanito, Prof. Ezio Sciarra.
Giornalisti.
Testimonianza dell'ergastolano di Rebibbia in semi libertà Sig. Sandro Padula.
Introduzione di Padre Quirino Salomone al Congresso sul tema del perdono

